Raymond Carver e John Fante. Due grandi autori della letteratura americana, due voci importanti, la cui consacrazione è arrivata forse troppo tardi.
Come sempre uno scrittore, per veder riconosciuta la sua genialità, deve adattarsi a svolgere i lavori più umili, attendere che il mondo sia pronto a recepirlo.
Solo a pochi, infatti, è concesso il lusso di coltivare il talento, nella serenità del benessere economico. E forse sono proprio la necessità e il sacrificio, a rendere un autore comune, un talento prezioso per l’umanità.
Il suo desiderio di emergere, la sua voglia di farsi ascoltare. In comune avevano non solo la grande passione di narrare storie, ma anche l’intimità, la familiarità creata intorno ai personaggi.
Il lettore viene accolto, in una stanza, ospite di frammenti di vita che si svolgono, e di cui è principale osservatore.
John Fante e l’arte di raccontare storie
Quando lessi la prima volta John Fante, rimasi folgorata. Come molti lettori, lo conobbi grazie a Charles Bukowski, il quale lo aveva indicato come suo maestro, suo modello di scrittura.
E non poteva che essere lui, John Fante, il maestro.
I suoi romanzi e i racconti brevi, sono dotati di una genuinità e autenticità che non posso attribuire, mio malgrado, a Bukowski.
È impossibile non affezionarsi a Bandini, a Nick Molise, alla confraternita, ai personaggi caratterizzati e riconoscibili e perciò vicini. Nonostante sia chiaro che gran parte delle storie raccontate abbiano una base autobiografica che è però stata romanzata, Fante diventa nostro amico a ogni riga. Si confida con il lettore, lo prende a braccetto e se lo porta a spasso nella storia.
I racconti brevi sono veramente commuoventi, forse perché quasi sempre nelle sue storie è presente il conflitto del “dago”, l’immigrato. John Fante è figlio di italiani e ne sente tutta la conflittualità. “Dago red” è una raccolta di racconti esilaranti, che consiglio di leggere a chiunque ami la narrativa breve ma anche a chi ama scrivere racconti.
Raymond Carver
In un certo senso, questa genuinità rende Fante molto più affine a Raymond Carver, di quanto si potrebbe pensare.
Carver ha una vena realista inconfutabile, ricerca meticolosamente le parole giuste (forse proprio perché “minimalista”) ma soprattutto desidera raccontare storie che il lettore riconosca come autentiche.
In uno dei libri che raccolgono le sue dritte sulla scrittura (“Niente trucchi da quattro soldi“), emerge il profondo rispetto nei confronti del lettore. Un lettore che non può né deve essere tradito. Il patto che lo scrittore stipula con lui (quello che viene definito “patto finzionale”) è come un patto di sangue. Il lettore, per Carver, non ha bisogno di essere preso in giro per voltare pagina.
Il desiderio dello scrittore è che il lettore, dopo aver letto la storia, rimanga per qualche minuto in silenzio, a riflettere sulla vicenda dei personaggi e che ne esca arricchito, non uguale a prima.
È giusto spendere qualche parola su Gordon Lish, ossia colui che ha permesso che Carver fosse veramente Carver (quello che conosciamo). Indubbiamente l’attività del suo editor ha influito sul suo successo letterario. Lish ha operato i tagli che hanno permesso ai suoi racconti di “rimanere in sospeso”.
In molti pertanto si chiedono: “Carver senza Lish sarebbe stato Carver?”. In realtà a questo quesito risponde l’autore stesso, attribuendo a Lish il merito di aver fatto il suo lavoro, rispettando la sua scrittura e comprendendo la reale natura della sua opera. Chi fa il mestiere dell’editor riesce a fare in modo che gli scritti di un autore assumano la loro forma ideale.
D’altro canto, un bravo editor ha l’unico interesse di far emergere dall’opera, le sue stesse qualità intrinseche.
Leggete.
Leggete Fante e leggete Carver.
Libri consigliati nei libri di Raymond Carver
Condivido una piccola bibliografia, tratta dalle mie letture su Carver (ci sono i link ad Amazon):
- Ospiti della nazione di Frank O’Connor
- Ritorna, dottor Caligari di Donald Barthelme
- Tutti i racconti di Flannery O’Connor
- Nel territorio del diavolo. Sul mistero di scrivere di Flannery O’Connor
- La saggezza nel sangue di Flannery O’Connor
- Il cielo è dei violenti di Flannery O’Connor
Buona lettura.
Nata nel 1974, Alexia si interessa al web nel lontano 1999 grazie ad un corso di formazione regionale. Crea le sue prime pagine html dapprima con programmi wysiwyg (Dreamweaver), poi direttamente con notepad ++. Inizia a creare siti web nel 2001. Pur essendo amante delle interfacce, studia php assecondando la sua grande curiosità. Lavora in campo digitale per molti anni e si butta poi nel favoloso mondo della seo. Artemedialab nasce come laboratorio sperimentale nel 2008 e diventa nel 2020 azienda individuale. Attualmente insegnante di informatica nella scuola primaria, docente nei corsi di formazione professionale per l’assolvimento dell’obbligo scolastico, media educator.
