Legge da Tazio Brusasco il 18 settembre 2011 presso L’imbarchino a Torino.
In occasione della serata dedicata al lavoro precario (per il contesto.org)
“Non si può sbagliare” – Un mio racconto
settembre 26th, 2011, postato in RaccontiOmaggio a Agota Kristof
luglio 27th, 2011, postato in letteraturaMuore oggi, a 76 anni
E’ morta oggi, 27 luglio 2011, una delle più brave scrittrici ungheresi. Passa un po’ sotto silenzio, questa morte.
Non sembra che gli organi di stampa o i media le abbiano reso omaggio degnamente.
Letteratura americana: Raymond Carver e John Fante
luglio 14th, 2011, postato in letteraturaDue grandi autori della letteratura americana, due voci importanti, la cui consacrazione è arrivata forse troppo tardi.
Come sempre uno scrittore, per veder riconosciuta la sua genialità, deve adattarsi a svolgere i lavori più umili, attendere che il mondo sia pronto a recepirlo. Solo a pochi, infatti, è concesso il lusso di coltivare il talento, nella serenità del benessere economico. E forse sono proprio la necessità e il sacrificio, a rendere un autore comune, un talento prezioso per l’umanità. Il suo desiderio di emergere, la sua voglia di farsi ascoltare. In comune avevano non solo la grande passione di narrare storie, ma anche l’intimità, la familiarità creata intorno ai personaggi. Il lettore viene accolto, in una stanza, ospite di frammenti di vita che si svolgono, e di cui è principale osservatore.
“Settanta acrilico trenta lana” di Viola di Grado
giugno 29th, 2011, postato in letteraturaImmaginate di leggere, tra le righe di una accesa discussione su un sito letterario (ndr www.sulromanzo.it), il riferimento ad un libro che non avreste mai letto. E non lo avreste mai letto non per spocchia o disinteresse verso gli autori emergenti. Non lo avreste mai letto perché vi trovate in un periodo della vita in cui occorre selezionare le perle preziose. Nel periodo “Non ho tempo”. Nel periodo “C’è troppa bellezza nel mondo per conoscerla tutta”. Gli autori emergenti, pur destando la mia curiosità, sono diventati un di più nella mia biblioteca.
Qualcosa da leggere quando non ho voglia di leggere altro. Oppure qualcosa da leggere, quando mi viene appositamente segnalato. Ed è qui che entra in gioco il web 2.0. La forma ipertestuale delle discussioni, alimenta spesso curiosità e desiderio di approfondimento.
Su “Cronaca di un abbandono: Sangue di cane di Veronica Tommasini”
giugno 24th, 2011, postato in letteraturaA seguito di questa recensione in merito al libro di Veronica Tommasini (“Sangue di Cane”) è scaturito un dibattito a tratti interessante, se pure piuttosto acceso.
Si contesta in qualche modo il diritto di Alessandro Puglisi di parlare di un libro che non è riuscito a terminare.
Sono intervenuti alcuni autori contemporanei, quali Alessandro Bertante, Giuseppe Genna e Giulio Mozzi.
Io, ho detto la mia, sostenendo il diritto del lettore, di non proseguire il libro (così come sostenne anche un altra fonte più autorevole di me, Daniel Pennac). Il fatto che un lettore non riesca a proseguire la lettura di un romanzo ha per me un certo significato.
Voleva fare il musicista: Addio Filippo
giugno 21st, 2011, postato in PersonaleFilippo aveva pressochè la mia età.
Ci siamo conosciuti negli anni ’90. Più che conoscerci, ci vedevamo spesso nello stesso locale e lui tendeva ad ubriacarsi per sembrare meno timido. Nessuno ci aveva mai presentati, nè noi ci siamo mai presentati.
Aveva avuto un flirt con una mia amica e questo bastava.
Ho rivisto Filippo tante volte in questi anni, di sfuggita e per caso. Qualche sguardo come a dire “Sì, ti riconosco… “, ma nient’altro.
Antologie poetiche
giugno 20th, 2011, postato in PoesieElenco qui, un po’ alla rinfusa, le antologie nelle quali è possibile trovare alcune mie poesie.
Sono piccole soddisfazioni, è chiaro. Ogni selezione è una messa alla prova delle nostre capacità, dei nostri talenti e io vi partecipo sempre molto volentieri.
La mia vita è come una gruviera
aprile 28th, 2011, postato in PersonaleSono una persona contemplativa. E mi viene la tachicardia, con certe persone. E’ la bellezza della crescita che leggi, nei loro volti.
Anche una ruga. Un modo diverso di guardarti.
Un gesto nuovo, nella loro valigia di gesti.
Non più confezione, non hanno bisogno di dimostrare nulla se non sè.
Finalmente, dopo anni, ti mostrano che sì, dentro c’è una caramella… non solo la confezione con su scritto “Sperlari” (sulla confezione della persona di cui sto parlando però c’era scritto “RIZLA”).
Lo so, è in disuso, il cuore. E’ fuori moda.
Fa troppo sentimentale. E se sei sentimentale, oggi, è come avere un vestito vecchio, che non mette nessuno. E’ come credere in qualcosa che sai che non esiste.
A voi due
febbraio 23rd, 2011, postato in PoesieE mi chiedo se il tempo ti ha cambiato.
Se in quell’immagine sbiadita,
ci sei ancora tu, oggi
Se vi assomigliate, voi due
Mi chiedo com’eri.
Se pacato o ribelle
Mi chiedo che suono avesse la tua voce
giovane
E le tue aspirazioni?
A cosa pensavi…
quando avevi quella faccia
Quei ricci
con qualcuno che ti finiva davanti agli occhi
E pure quegli occhi
cosa dicevano
cosa guardavano?
Come parlare… con quelli che siamo stati?
E come farli incontrare a chi non li ha conosciuti?
Forse mi faranno le stesse domande, domani.
E io spero di rispondere come te.
“Se ti ho ispirato questa poesia
sai già cosa sono stato”.
Non ti faccio più amico
gennaio 24th, 2011, postato in Personale, RaccontiBrrr brrr facevamo così, toccando con l’indice il labbro e facendolo vibrare.
“Non ti faccio più amico”. Sono offesa.
Sì, sono offesa. Sono offesa perchè hai preso la mia bambola preferita e l’hai buttata dal finestrino del treno.
Anzi, non era neanche una bambola. Era uno di quei “babaci” con la faccina di plastica e il corpo cosparso di peluria artificiale. Forse era verde. Peli verdi.
Non so neanche come lo avevo chiamato. Ma Marco decise di buttarlo dal finestrino.
Ci passavamo un anno e mezzo. Ancora adesso. Sempre un anno e mezzo: non cambia la distanza tra noi.
Forse avevo cinque anni e lui tre e mezzo.
Non è stata la prima volta che ha fatto qualche guaio. Qualcuno diceva “marachella” (e anche questa parola, oggi, sa di antico).
Un’altra volta avevamo trovato un uccellino sul balcone. Io e mamma lo tenevamo con cura.
A me faceva tanta tenerezza, ho sempre avuto un animo buono e docile.
Salvo quella volta che ho deciso di dare fuoco a mosche e formiche.
Comunque in linea di massima non ero sadica. Sadica come lui, intendo.
Il mio quasi fratello gemello.
Insomma, il canarino fece una brutta fine. Marco lo prese e lo pestò con i piedi.
Penso di aver pianto.
Forse una delle poche volte, dice mia madre. Perchè il più capriccioso era lui.
E piangeva molto spesso. Tipo quando smontava le biciclette e piangeva perchè non sapeva rimetterle in sesto.
Che tipo, mio fratello.
E comunque…. “non ti faccio più amico”, mi è rimasto nel cuore.
Quel gesto, quel suono, quelle parole.
Qualche volta mi viene da farlo, ora. Non ti faccio più amico.
E vorrei che si venisse da me e mi si dicesse “Ma no dai, stavo scherzando. Facciamo pace”
E magari si fa pure quel giochino con le dita.
Pace pace di Gesù
non lo faccio più
maledetto diavoletto
che ci ha fatto litigare
Pace pace di Gesù
non lo faccio più.
Che belle queste cose.
Era così facile litigare, ma anche così facile chiedere scusa.
Sì.
Non lo faccio piùùùù.