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OLD BOY: un film di Park Chan-Wook

febbraio 14th, 2006, postati in Cinema, Splinder

“Se ridi, tutto il mondo riderà con te. Se piangi, piangerai da solo”.
E’ una frase tratta da OLD BOY del regista coreano Park Chan-Wook, un film a mio parere eccezionale ed incredibile. Tra il delicato e il truculento (come nella migliore tradizione coreana)

Ho ripetuto spesso questa frase tra me e me, guardando il film. Mi ci sono rispecchiata.
E’ forse più facile condividere la gioia, molto meno condividere la sofferenza.
Trovarsi in empatia è una dote e certe volte una condanna.
Io ho sempre e solo trovato consolazione in me stessa.
La gente si allontana, se stai male. Non vuole farsi coinvolgere, preferisce non ascoltare.
Se sorridi, al contrario, vuole farsi trascinare nel vortice della tua presunta (ipotetica) felicità.

Io ho sempre condiviso anche le lacrime di sconosciuti.
Quando si raggiunge un certo livello di intimità emotiva, non amo il distacco. Non mi piace chi mette barriere.
Talvolta si pensa a denudarsi fisicamente, condividendo una fisicità in modo ostentato ma dal punto di vista emotivo, si rimane vestiti. Anzi, ben coperti se non armati.
Si tutela la propria intimità, fino all’esasperazione.

Louis Nero

gennaio 22nd, 2006, postati in Cinema, Splinder

Ieri, contravvenendo ad uno dei miei buoni propositi, sono andata da Giancarlo.
Ero un po’ sulle mie. Ci sono serate in cui non ho voglia di parlare.
Osservo e basta.Osservo le bocche, gli occhi, i cappelli, gli atteggiamenti altrui. Tutti i loro colori.
In disparte, facevo la vedetta.
Una ragazza mi si è avvicinata dicendo (con un bel sorriso solare indimenticabile): "perchè stai lì sola sola….vieni a ballare".
Le ho detto che mi piaceva guardare la gente e l’ho ringraziata, sorridendo.
Ho sorriso a lungo a quella ragazza.
Perchè, nell’indifferenza collettiva, ha dimostrato di essere diversa.
Perchè ha fatto il gesto di porgermi la mano…
Certe volte ho l’impressione  che in questa città…se mi mettessi ad urlare, tutti fingerebbero di non sentirmi.
Se mi mettessi a piangere, per la strada…nessuno mi chiederebbe perchè.

Ed ecco che questi piccoli gesti, mi riempiono il cuore di gioia…

Un’altra piccola luce è stato un sorriso di LOUIS NERO  mentre mi consegnava il biglietto per vedere il suo film HANS (dal 27 gennaio al cinema regina di collegno).
E’ una persona che ho visto spesso, forse abbiamo anche parlato…
Ricordo la sua tesi su Greenaway (quando si laureò al DAMS); ho sempre incrociato il suo sguardo ma non ho mai avuto modo di approfondirne la conoscenza.

Sito internet: http://www.altrofilm.it

Tra i protagonisti anche Franco Nero e Silvano Agosti (grande Silvano!)

Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera (kim ki duk)

settembre 12th, 2005, postati in Cinema, Splinder

Un film dalla delicatezza disarmante, anche nelle sequenze dolorose e violente.
Il gioco incosciente del piccolo nella “primavera” genera la morte di esseri viventi inermi e il contrappasso è portarne il peso; è come se il vecchio dicesse “Come ti sentiresti se fossi tu a dover portare il peso che per gioco hai fatto subire ad altri?”.
Il pesce muore, il serpente muore e il piccolo piange, oramai reso responsabile delle sue azioni. Gioia per la vita della rana.
Il bimbo capisce il valore dell’esistenza di qualunque essere vivente.
E poi l’amore. Nonostante la solitudine preesistente, arriva anche per lui e condiziona inevitabilmente la vita di una persona pura. Infligge dolore e sofferenza, e fa commettere atti estremi. Ma alla fine, dopo l’espiazione della colpa, tutto ritorna, dopo aver fatto il giro di una vita.
Le stagioni rappresentano le varie fasi dell’esistenza, ricca di goie, contraddizioni, passioni, e pene da espiare: in primavera il bambino capisce, grazie al vecchio, il valore della vita; da adolescente, in estate, conosce l’amore e le gioie del sesso. Dopo un omicidio del quale si rende colpevole, inizia la sua espiazione (in autunno). Oramai vecchio, in inverno, accoglie il figlio di una donna sconosciuta.
E’ il ciclo della vita.
Questo film è un piccolo gioiello di poesia ed estetica orientale. Essenziale, nei dialoghi, ma pieno di significati simbolici. Una fiaba.
Un po’ lento, certo… come deve essere lenta la vita, sotto una lente di ingrandimento.
E’ un film da vedere, straordinario nella sua semplicità.
Una fotografia suggestiva, dialoghi ridotti al minimo perchè non necessari.