I pesci non chiudono gli occhi. Come quando un bambino bacia per la prima volta e conosce le gioie dell’amore, la trepidazione, il batticuore.
Un bambino che ha sempre amato le storie e i libri erano la sua compagnia.
C’è voglia di crescere, di diventare adulti. E si pensa che per diventare adulti occorra avere delle ferite. E allora il bambino cerca il pericolo, si fa picchiare da alcuni ragazzi più grandi, che si sfidano a conquistare gli sguardi di una ragazzina.
E’ una iniziazione, la sua.
Sono le ferite a farti diventare grande?
Forse non sono solo le ferite, ma anche quello che chiamano amore, che forse fa anche male… ma forse no. L’amore è in quel bacio scambiato tra il bambino e la ragazzina, da sempre più donna di lui. Da sempre, portatrice di “Giustizia”.
E la sua giustizia ha scelto il bambino, come suo piccolo amore estivo.
Questo libro è la storia di una iniziazione e di una crescita.
Prima le botte di chi ti fa sanguinare.
Poi la tenerezza di una bambina che non vedrai più, ma ti ha insegnato l’amore.
Uno e l’altro, le botte e l’amore… ti hanno permesso di uscire di casa, e sperimentare il mondo.
Il linguaggio di Erri De Luca è molto poetico. Ammetto di non amare particolarmente il suo stile ma ho deciso di leggere questo libro, affascinata dal suo titolo.
Ci sono pagine di grande poesia e tenerezza, ma altre eccessivamente “cariche” di metafore. Il mio gusto si orienta verso una narrativa più basata sulle azioni che sulla poesia.
Ma è innegabile la sensibilità artistica e il talento di questo autore.
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I pesci non chiudono gli occhi (I narratori)
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