Viaggio negli Stati Uniti

Cari amici, questo è il resoconto di un viaggio che ho fatto nel sud degli Stati Uniti l’estate scorsa (agosto 2011). Un viaggio molto intenso, itinerante, che non pensavo di riuscire a sostenere alla veneranda età di 37 anni.
Questa recensione conterrà il “diario” che ho scritto durante il nostro tour (durato ben 23 giorni) in giro per la Louisiana, la Georgia, la Florida e il Tennesee e l’intrusa New York (4 giorni).

key west

Abbiamo percorso circa 5631 km in macchina (3499 miglia), spendendo solo 450 dollari di carburante. Nel corso del viaggio ho preso nota anche dei nomi dei Motel che ci hanno ospitato (penso possano essere utili a chi voglia intraprendere un viaggio simile).

Preparazione del viaggio
E’ molto importante, prima di partire, stipulare una polizza di assicurazione sanitaria. Noi ci siamo affidati a viaggi sicuri e abbiamo speso 98 euro (abbiamo preferito inserire anche l’assenza franchigia).
Nella seconda parte vi spiegherò perchè questa assicurazione ci è stata utile.
Volo interno (NY La Guardia- Fort Lauderslale): 176 euro
Noleggio macchina: 159, 082 (aggiunti poi 330$ totali per pass e navigatore)
Prima notte a Ny: 131 euro (da dividere per cinque)
Volo intercontinentale (Milano Linate – Londra – NY jfk): 750 euro a/r
Esta: 14$ (circa 10 euro). L’esta è l’autorizzazione necessaria per entrare negli usa; si fa on line un mese prima di partire ed è da presentare in forma cartacea ai controlli in areoporto (https://esta.cbp.dhs.gov/esta/)

Io ho portato con me:
500 euro su carta prepagata
256 euro in contanti (350 $)
La squadra: Laura detta Cisca, Lauretta, Clio, Silvia, Alexia

Vi anticipo che il costo di questo viaggio è stato di circa 2000 euro a testa (tutto compreso; molto poco, se considerate tutto quello che abbiamo fatto). Nella seconda parte darò qualche consiglio che potrà esservi utile.

10 agosto 2011 (notte a NY)
Partiamo da Milano Linate alle 15.55, con arrivo previsto a NY alle ore 22.35 ora locale (scalo a Londra). Il viaggio complessivo è durato 12 ore e 40. L’albergo che abbiamo prenotato fin dall’Italia (Fairfield Inn) si trova nel Queens. Ci si arriva velocemente. Costo per due persone della corsa 23$ (con taxi). In albergo ci aspettano le altre tre componenti dell’”equipaggio”, partite prima di noi con un altro volo. La camera è da 4 ma la adattiamo alle nostre esigenze.

11 agosto 2011 (St. Agoustine)
Per il volo interno, ci siamo affidate alla compagnia low cost Spirits. Qualche problema con il bagaglio (gli addetti sono molto puntigliosi sulla dimensione del bagaglio a mano). Arriviamo a Fort Laudersdale alle ore 15. All’areoporto seguiamo le indicazioni per il car rental della Dollar.
Dopo aver sbrigato le pratiche (e aver aggiunto 330$ per navigatore e car pass – necessario a non pagare ogni volta 25 dollari di pedaggio), prendiamo la macchina e decidiamo di andare verso Savannah (in Georgia), che si trova sulla costa est.
Il navigatore ha qualche problema così ci fermiamo all’areoporto di Daytona (dove c’è una sede Dollar) per cambiarlo. Proseguiamo verso Savannah, ma per la notte ci fermiamo a St. Agoustine, che ci avevano indicato come una bella cittadina.
Ci fermiamo presso un Best Western all’entrata della cittadina.

12 agosto 2011
Ci svegliamo alle 6 per via del fuso orario. Ottima colazione in albergo.
Verso le 9 siamo al mare. Laura e Silvia si fanno trascinare da alcuni ragazzi che hanno avvistato dei delfini.
La mattinata trascorre poi in giro per St. Agoustine. La parte più antica della cittadina è molto bella, mentre quella centrale, sembra essere piuttosto finta, costruita per i turisti e la villeggiatura. Vediamo il Bridge of Lions (ponte dei leoni), il Flager College (molto bello) e facciamo una passeggiata per il quartiere spagnolo e Avenida Mendez.
Il caldo è quasi asfissiante. Decidiamo di rimanere poco e raggiungere Savannah (partiamo verso l’ora di pranzo).
Impieghiamo circa 4 ore. E spendiamo il nostro tempo a cercare un camping che non troviamo. Tanto meglio, perché fa veramente caldo e pensiamo non sia una buona idea. Ci fermiamo quindi in un motel, il Travelodge, un motel molto economico ma in una buona posizione.
La sera mangiamo in un posto vicino il Travelodge, chiamato Streamers (uno di quei posti in cui si mangiano panini e noccioline).

13 agosto 2011 (Savannah)
Siamo a Savannah, cittadina della Georgia, elegante e raffinata definita anche “città degli spiriti”.
Facciamo in giro nel centro dalla città, tra grandi piazze (ben 21, tra le altre: Monterey Square, Madison Square) parchi.
Piazza Chippewa è la piazza in cui hanno girato Forest Gump. Io e Laura andiamo in Bull Street, 326 (angolo Charlton Street), presso la libreria Shaver, in cui acquisto libri di Flannery O’Connor in lingua originale. Flannery O’Connor, grande scrittrice di racconti brevi, è nata proprio a Savannah. Vediamo anche la sua casa di infanzia (vicino a La Fayette Square), pur non visitandola.
Nel bellissimo parco di Savannah (Forsyth Park), alcune bancarelle vendono frutta e noi prendiamo delle pesche e succo di anguria. Diffuse anche delle piccole composizioni fatte con le foglie delle palme. Nel frattempo sono iniziate alcune partite di rugby.
Silvia chiede a un giocatore di farsi una foto con lei ;)
Facciamo poi una passeggiata per la City Market e lungo la River Street. Qui, molti negozi danno sample di dolci da assaggiare.
Ritorno verso la macchina, dove vediamo la Factors Walks (qui si trattava il cotone) e il City Hall (palazzo del governo).
Verso le 15 partiamo per Atlanta (circa 4 ore da Savannah) e arriviamo in serata.
Scopriamo che è il giorno del fox event. Ci sistemiamo e andiamo a cena. io prendo una cheesecake e una insalata greca.

14 agosto 2011 (Atlanta)
Finalmente ci svegliamo alle 7.30. Partiamo in direzione di Auburn Avenue e troviamo la chiesa di Big Bethel che si trova sulla strada per andare nel distretto martin Luther King (1 km circa). Nel giro di mezz’ora ci sarebbe stata una messa metodista alla quale siamo contente di partecipare.
L’accoglienza è indimenticabile: tanti abbracci e sorrisi. Ci chiedono anche il nostro nome e cognome, che poi, si scoprirà, verrà detto nel corso della funzione. Una grande emozione.
Andiamo poi verso il museo e la casa di M. L. King che è nato proprio ad Atlanta (morto a Memphis, assassinato). La casa si trova al 501, Auburn Avenue. Purtroppo nel 1974 anche la madre di King fu assassinata.
Il distretto è fatto di vecchie case coloniali. Non distante c’è la chiesa Ebenezer.
Facciamo un salto anche al monumento (una bara su una specie di isoletta, in mezzo ad una piscina); vi sono seppelliti King e sua moglie Colette, morta nel 2006. Il distretto di King si trova a poca distanza dalla Marta (metro).
Mentre le altre vanno all’acquario, vicino al museo della Coca Cola, io e Laura ci riposiamo.
Nel pomeriggio, facciamo visita al Coca Cola World, in cui è possibile assaggiare tanti tipo di drink realizzati dal marchio e vedere il museo (con film 3d, spot pubblicitari in tutto il mondo).
Non ne ero esaltata, ma visto ad Atlanta temo non ci sia molto da fare.
Dormiamo presso il Super8, Peach Street. (midtown).

15 agosto 2011 (Nashville)
Ci svegliamo alle 6.30 e alle 8.40 siamo già sulla strada per Nashville. Uscendo da Atlanta, passiamo per la zona residenziale (Virginia Highland). Arriviamo a Nashville verso le 13 (4 ore e mezzo circa). Visitiamo la città, nel pomeriggio: la zona musicale è molto caratteristica. Entriamo in qualche negozio (tipici i negozi che vendono stivali e cappelli, dal prezzo esagerato. Sui 1500 dollari|). Vediamo la scritta Coyote Ugly e, ricordando il film, entriamo. Due ragazze ci fanno salire sul bancone per ballare, davanti a 3 ragazzi. La notte la passiamo a Nashville presso il Days Inn in Downtown. L’albergo è in zona ottimale, perché vicino alla zona della musica. L’albergo dà una buona colazione anche se c’è un gendarme a controllare. Riusciamo a dormire con 20$ a testa (in questo caso è previsto il letto aggiuntivo).
Unico imprevisto: la stanza non si chiude e dobbiamo cambiare. Divertente la scena di Silvia che deve portarsi, insieme ai bagagli anche il suo lettino aggiuntivo.
La sera usciamo. Al Tootsie’s conosco James, un uomo di 44 anni che mi dice di essere stato soldato in Corea e mi parla delle abitudini degli americani e della diffidenza che nutre nei confronti della sua stessa gente.
Conosciamo alcuni ragazzi italiani che gentilmente ci danno un codice promozione per la casa e il museo di Elvis (a Memphis).

16 agosto 2011 (Nashville/Memphis)
La mattina andiamo alla Piantagione Hermitage (www.thehermitage.com), residenza del (settimo) presidente degli Stati Uniti Andrew Jackson. C’è un grande giardino, cavalli e muli. E’ presente anche la casa dello schiavo Alfred (Jackson, perchè gli schiavi prendevano il nome dei loro padroni) che volle rimanere nella piantagione anche dopo l’abolizione della schiavitù.
150 schiavi erano presenti all’Hermitage ai tempi di Jackson.
Verso l’ora di pranzo partiamo per Memphis. Ci impieghiamo circa 4 ore. Alle 16.30 abbiamo siamo a Graceland. Lo spazio per la visita è molto esteso e sono presenti diversi settori (aerei, vestiti, macchine…).
Visitiamo la casa di Elvis, molto kitch. La tomba è una tomba di famiglia: con lui troviamo anche la nonna, e il fratello gemello morto alla nascita. Alcune ragazze piangono ancora sulla sua lapide. Saliamo sull’aereo che Elvis ha regalato a Lisa Marie per un suo compleanno. E’ un giorno speciale per Graceland: cade l’anniversario della morte di Elvis (il trentacinquesimo). La notte ci sarà la veglia, e durante il pomeriggio molti sono quelli che salgono sul palco per cantare le sue canzoni.
Dormiamo presso il Magnolia Inn & Suites (5069 Pepper Chase, Southern); paghiamo sugli 85$ (da dividere per 5)

17 agosto 2011 (New Orleans)
In mattinata facciamo un breve giro a Memphis (giro nella zona musicale e Sun Studios) prima di partire per New Orleans (Memphis – New Orleans, circa 6-7 ore).
Troviamo un albergo della catena “La Quinta” (in Veterans Boulevard).
Essendo molto stanche ci facciamo portare in camera una pizza e andiamo a dormire.

18 agosto 2011 (New Orleans)
Passeggiata per negozi e zona musicale di New Orleans. Conosciamo due musicisti di strada che immortaliamo in un video. Il cantante ha una voce spettacolare.
Ad ogni angolo c’è gente che ti chiede di salire in carrozza per fare un tour.
E in ogni angolo ci sono pittori o artisti che vendono le proprie opere.
Molte anche le piccole gallerie. Entriamo in quella di Jamie Hayes e quella fotografica di Louis Sahue.
Dopo mangiato (da Pierre Maspero’s) torniamo in albergo e ci immergiamo nella bellissima piscina.
La sera decidiamo di uscire, perchè non possiamo perderci una notte a New Orleans. Passeggiando, troviamo un locale che si chiama “the spotted cat” e assistiamo prima ad un concerto di Miss Sophie Lee e poi quello dei New Orleans Moonshiners. Conosciamo anche un ragazzo di origini italiane, Brett Randell, musicista di New York e alcuni ragazzi canadesi.

Nella fase del viaggio che sto per raccontare, cerchiamo di capire come evitare l’hurricane (l’uragano): in Tv sembrava dovesse esserci una catastrofe (sapete come sono i media…) e noi dovevamo prendere delle decisioni, per evitarla.
Peraltro dovevamo partire per NY proprio nei giorni in cui si diceva che l’uragano si sarebbe spostato verso nord.

19 agosto 2011 (Tallahassee)
Dopo aver fatto colazione partiamo per la Florida. La meta è Tallahassee ma decidiamo di fermarci un po’ prima, per riposarci un po’. Sostiamo quindi a Pensacola, per fare un po’ di mare. Lungo la spiaggia bianchissima, vediamo un signore con uno strano arnese e ci chiediamo cosa sia. Alla nostra domanda ci dice che è un metal detector. Cerca metalli. Hobby affascinante.
Dominano sempre alti palazzi lungo la spiaggia e questo mi infastidisce un po’.
Alle 15.45 decidiamo che è ora di riempire lo stomaco con qualcosa di solido. Alla pompa di benzina attacchiamo bottone con un ragazzo che dice di essere anche lui di origini italiane, il cognome di sua nonna era “Mastroianni”. A pranzo, le persone intorno a noi ci dicono che Tallahassee non ha niente di speciale, forse perché la zona di Pensacola ha il mare ed è cittadina più turistica.
A Tallahassee arriviamo dopo 4 ore circa, troviamo un Super8 (circa 46$) e facciamo il bagno in piscina per rilassarci. Il motel si trova al 2801 North Monroe Street.

20 agosto 2011 (Tallahassee/Clearwater)
Sveglia alle 7.30. Più che una vacanza sembra un lavoro.
Andiamo in giro per la zona residenziale. In effetti non avevano tutti i torti: Tallahassee non ha granché. E’ una cittadina pulita, ed elegante ma nient’altro.
Facciamo un giro nel mercatino e compriamo della frutta. Dopo aver mangiato, partiamo per Clearwater.
Sulla strada il paesaggio offre veramente un bello spettacolo, molto verde, alberi e di tanto in tanto vediamo muoversi qualche cerbiatto tra i cespugli. Ci fermiamo vicino ad un bosco e attiriamo l’attenzione di un signore prima e sua moglie poi. Sono due signori anziani di colore, che sono andati a vivere là per sentirsi “indipendenti”. Lei ha 92 anni, ed è informissima.
Si fermano a fare 4 chiacchiere, raccontiamo un po’ del nostro viaggio e poi ci salutiamo.
Sempre proseguendo verso Clearwater, ci fermiamo in un parcheggio per un momento di sosta che si trasforma in danza. Balliamo il ballo di San Vito (di Vinicio Capossela, per portare un po’ della nostra italianità, su quelle strade). E poi musica latino americana. Ci facciamo la foto con un gorilla di pietra nel cortile affianco e delle ragazze ci fanno la foto. Verso le 19 siamo costrette a fermarci a causa della pioggia.
Arrivate a Clearwater, ci fermiamo sul lungomare ad assistere ad un bellissimo tramonto.
Questa notte la faremo a Clearwater: troviamo un albergo economico (sugli 80 dollari da dividere per 5) non distante dalla spiaggia.

21 agosto 2011 (Clearwater/Naples)
La mattina la trascorriamo in spiaggia.
Mentre io e laura ci facciamo le foto un signore chiede di poterne fare una. Noi pensavamo volesse farla a noi, invece si fa una foto in autoscatto. Lo stesso, dopo, si introdurrà nella foto di Silvia.
Arriva la lifeguard che sembra un personaggio di Baywatch e Silvia chiede se può fare delle foto (inutile dire in che posa…).
Partiamo verso Naples.
La nostra Virginia (ndr la nostra macchina) è oramai al livello “Albania”. Dentro ci cambiamo, e ci stendiamo la roba.
Il disordine regna sovrano.
Scegliamo l’albergo Staybridge (Tamiani 3809); le stanze sono belle, hanno la cucina. Prezzo veramente economico per quanto offrono: internet, colazione abbondante e aperitivo con open bar (quindi cena), piscina.
Il pomeriggio lo trascorriamo a Sarasota (Siesta Key e Sanibel Island).
Conosciamo gente di Bari trasferitisi in Venezuela.
Verso sera la gente si raduna intorno ad un cerchio, ad assistere a piccole jam session.
Sembra una festa hippy. Conosciamo un signore che usa portare sulla spalla il suo pappagallo. Un personaggio divertente che ci dà anche un’età inferiore a quella che abbiamo.
Arrivando la pioggia ci si sposta sotto ad una struttura in muratura e la festa continua con danze e canti.

22 agosto 2011 (Captivia/Naples)
Andiamo a Captivia Island, a un’oretta da Naples. A Captivia affittiamo delle bici e andiamo alla riserva naturale. Sulla strada vediamo ibis e procioni.
Il pomeriggio lo trascorriamo in spiaggia.
Tornate dalla spiaggia, andiamo a far spesa alla Publix, un supermercato molto fornito. Compriamo la pasta (gnam!), il sugo, l’ananas, i pomodorini.
Sentiamo la mancanza del cibo italiano!
In albergo cerchiamo di capire in che direzione va l’uragano Irene per progettare il nostro viaggio verso Key West, che si trova ad ovest delle Bahamas. Sembra che si stia spostando verso New York.

23 agosto 2011 (Naples)
Mattinata negli Everglades, a un’ora e mezza circa da Naples. Continuiamo a chiederci se dobbiamo o meno andare a Key West, perché al momento Irene si trova su Porto Rico.
Una parte degli Everglades la vediamo in battello (ten thousand isles); l’altra la percorriamo in macchina.
Agli Everglades ci arriviamo attraverso l’ingresso “shark” (da Naples).
Sul battello, il nostro “cicerone” è piuttosto simpatico, fa battute. Ma quello che notiamo… è il colore nero delle unghie dei suoi piedi :)
Oltre a lui, il “comandante” James, bellissimo uomo dagli occhi di ghiaccio.
Insieme a noi, diversi francesi e una famiglia di italiani.
La natura di questi posti è rigogliosa e bellissima: vediamo gli oramai fedeli ibis, i delfini, le aquile e le c.d spatole rosate. Lungo l’altro percorso, quello in macchina, vediamo gli alligatori, poco distanti dal ciglio della strada. Chiaramente, ci becchiamo un acquazzone. Mangiamo in albergo (il nostro caro, ma non economicamente, Staybridge)

24 agosto 2011 (Naples)
Mattino in spiaggia. Un airone aspetta che un pescatore gli dia da mangiare. E poi si fa rubare il pesce da un gabbiano.
…aspettando le Keys.

25 agosto 2011 (Key West)
Sveglia alle sette e partenza per le Keys, che si trovano a circa 5 ore da Naples. Alla fine nonostante abbiamo dormito allo Staybridge per 4 notti, ce ne hanno addebitato solo 3 (210$/4 notti).
Key West è l’ultima delle isole Keys, famosa soprattutto per aver ospitato Hemingway. Ci si arriva dopo aver percorso una lunga strada tra le isole minori.
Prima di arrivarci, ci fermiamo a Bahia Honda, che alcuni turisti italiani ci avevano segnalato. Una spiaggia molto bella, incontaminata. Poi arriviamo a Key West. Troviamo un albergo senza colazione, a 120$ (Spindrift Motel in 1212 Simonton Street). Mangiamo e ci godiamo il Sunset. Diversi artisti di strada, bancarelle.

26 agosto 2011 (Key West)
L’albergo si trova in una parallela della via principale, la Duval.
In giro per Key West (negozi, lungo mare, casa di Hemingway, bar frequentato da Hemingway, lo Sloppy Joe’s bar). Lo Sloppy Joe’s si trova sulla strada principale di Key West, la Duval (www.sloppyjoes.com)
La casa di Hemingway si trova sulla Truman. In giro per shopping.

27 agosto 2011 (Miami)
Trascorriamo la mattinata in piscina, a Key West. Dobbiamo partire per Miami, che dovremmo raggiungere in tre ore massimo.
All’arrivo cerchiamo l’hotel. Lo troviamo sulla Collins (Collins 2610), si chiama Lorreine Hotel.
Miami è la città del divertimento, delle notti bianche. Passiamo il resto della giornata in spiaggia. Ci sono molte meduse, a causa dell’hurricane. Sulla spiaggia ci sono molti grattacieli, uno spettacolo raccapricciante se pensiamo alla bellezza dell’oceano e alle risorse naturali viste negli Everglades.
Si sente parlare spagnolo.
In serata facciamo una passeggiata verso la Ocean Drive.

28 agosto 2011 (Miami)
Stamattina Irene è arrivata a New York ma per martedì tutto dovrebbe essere apposto.
In mattinata passeggiata sulla Ocean Drive e sulla Collins.
A me Miami non piace per niente! :/

29 agosto 2011 (Fort Lauderdale)
Dobbiamo andare da Miami a Fort Lauderdale. Scopriamo di aver subito un furto, che disdetta. Proprio a pochi giorni dalla fine del viaggio.
La macchina era parcheggiata sotto l’albergo, quindi devono averci puntate.
La cosa divertente (!) è che l’abbiamo trovata chiusa (ma svuotata anche delle salvittine Pampers!).
Facciamo la denuncia in polizia (in serata); la poliziotta prende anche le impronte come in CSI e poi si scusa con noi (proprio come in Italia!)
Troviamo un albergo A Fort Lauderdale, non distante dall’aeroporto perchè l’indomani dobbiamo svegliarci alle 3.30.

Annotazioni e consigli
Soldi spesi (comprese spese personali/regalini): circa 2350 euro
Costo benzina: 450 $ (avevamo un Dodge della Crysler 7 posti)
Km: 5631 (3499 miglia)
All’entrata negli Stati Uniti portare con sè la copia dell’ESTA; ricordo che costa 14 dollari, ed è l’autorizzazione ad entrare negli usa; si fa on line un mese prima di partire ed è da presentare in forma cartacea ai controlli in areoporto (https://esta.cbp.dhs.gov/esta/)

Ovviamente ricordatevi di portarvi il passaporto :P Sulla qustione bollo, vi dirò: io ne avevo solo 1, di 2 anni fa quando ho fatto il passaporto. E non mi hanno fermato. Pare che il bollo sia una tassa tutta italiana. Però se proprio non volete rischiare, compratelo…
L’esta sostituisce praticamente il visto, che vi verrà messo in un secondo momento, quando arrivate negli Stati Uniti.
La mancia è obbligatoria (> 10%). Le tasse rappresentano circa il 7%.
Cercare sempre alberghi che servano la colazione, che in alcuni posti fa veramente la differenza.
Se si è in 5 (singoli) chiedere la stanza da 4… e poi ci si aggiusta in qualche modo ;)
Noi abbiamo risparmiato tantissimo così.

Rircordo inoltre di fare l’assicurazione sanitaria (è NECESSARIA, perché se vi capita di stare male, rischiate che non vi bastino due stipendi per pagare le spese sanitarie).
Noi abbiamo fatto l’assicurazione con Viaggi Sicuri: circa 98 euro (inserire assenza franchigia; costa qualcosa di più ma permette una maggiore copertura).
Nella prima parte vi dicevo che ci è stata utile, penso che abbiate capito il motivo :)
Abbiamo subito un furto in auto; avevamo le tende (che non abbiamo usato, peraltro… facendo troppo caldo) e alcuni oggetti personali (io purtroppo ho perso tutti gli oggettini acquistati durante il viaggio!).
L’assicurazione copriva anche i furti e anche la perdita del bagaglio. Nel giro di poco più di un mese dall’invio della denuncia, siamo state risarcite.
RICORDATEVI di stare molto attenti in Florida, e soprattutto a MIAMI.
Portate sempre con voi le cose di valore e non lasciatele mai in auto.
Se vi capita di subire un furto ricordatevi di andare a fare denuncia in polizia, perchè non esiste risarcimento senza questa denuncia.
IMPORTANTE: se acquistate qualcosa per il viaggio, conservate gli scontrini (perchè se subite poi un furto, possono esservi utili).
Infatti verrete risarciti solo fino a 100 euro, senza scontrini. Per il resto dovete fornire ricevute.
Spero non vi capiti, chiaramente :)
Il viaggio per e dagli Stati Uniti lo abbiamo prenotato agli inizi di aprile (solo se prenotate per tempo il prezzo si mantiene basso, lo abbiamo trovato su e-dreams a 750 euro a/3 con British Airways). E anche l’albergo di appoggio a NY la prima notte (e durante il viaggio abbiamo prenotato i 4 giorni finali sempre a NY).
Invece non abbiamo prenotato tutti gli altri alberghi (abbiamo utilizzato molto il navigatore).
In tutti gli stati uniti ci sono catene di motel e alberghi economici (La quinta, Best Western, Super8).
Noleggio auto con la DOLLARS (il navigatore è vivamente consigliato! Inoltre in Florida è consigliabile anche fare il pass per le autostrade… per evitare di pagare ogni volta).
Attenzione a rispettare rigorosamente i limiti di velocità!

Io sono stata piacevolmente colpita dagli americani (partivo prevenuta). Amano l’Italia e appena sentono parlare italiano, tendono a voler socializzare. Le persone sono in genere molto gentili, ti danno indicazioni se hai bisogno.
Forse noi partivamo favorite… eravamo 5 femminucce e alcune di noi erano particolarmente espansive.

Le foto del viaggio

 


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